La filosofia del dubbio. Quando un «non lo so» salva la comunicazione aziendale

La filosofia del dubbio. Quando un «non lo so» salva la comunicazione aziendale La filosofia del dubbio. Quando un «non lo so» salva la comunicazione aziendale

Sulla comunicazione aziendale piovono (tante) domande.

«Come trovare la mission della mia attività?»

«E i valori?»

«Come lo spiego ai miei interlocutori commerciali che ricorro a materiali migliori di quelli usati da Zio Peppe, il competitor che lavora dietro l'angolo?»

E sai cosa?

Nel 97% dei casi, le aziende tentano di trasmettere l'affidabilità e la credibilità del proprio marchio attraverso frasi ricche di anglicismi, tecnicismi, giravolte linguistiche, sintassi più arzigogolate del labirinto del Minotauro, luoghi comuni inefficaci – uno tra tutti, «leader nel settore con esperienza pluriennale» che non vuol dire un accidenti – e (auto)biografie di CEO e team degne di un cortometraggio su Netflix. O Amazon Prime, a seconda dei gusti.

Il risultato? Si perde di vista l'obiettivo. Perché se è vero che la comunicazione aziendale preserva la sua anima persuasiva, non bisogna dimenticare di prendersi cura dei lettori; guidarli, coccolarli, divertirli e rassicurarli è l'asso nella manica di cui far uso per trasformarli da utenti distratti in clienti paganti, con buona pace di acronimi e slang americani. Insomma, la prossima volta che la tua rete di neuroni si attiva in 0,3 nanosecondi e ti invita a chiamare il consiglio di amministrazione un "BOF" o un malcapitato direttore finanziario un "CFO", fai un respiro profondo e ripeti a te stesso: «non sono un rapper, non sono un rapper».

E sai perché? Perché non ha alcun senso realizzare un report con tecnicismi e inglesismi random se, alla fine, nessuno ti capisce. Non è figo né per il team che collabora con te, né tantomeno per il cliente che necessita di un vocabolario «Burocratese-Italiano» o «Italiano-Aziendalese» per capire chi sei e cosa fai.

La regola aurea è semplificazione e revisione dei testi.

A tal proposito, ci viene in aiuto una figura professionale salva-azienda: l'editor.


Editor Vs Revisore – Gli acchiappa-errori a confronto

Ti sei seduto alla scrivania con una tazza di caffè fumante – magari per creare la giusta atmosfera da "scrittore ispirato" – e hai appena messo il punto all'ultima frase dell'articolo promozionale, della presentazione aziendale o dello slogan acchiappa like con cui intendi lanciare il tuo nuovo prodotto di successo.

Fantastico, no?

Non proprio.

Prima di cliccare il tasto "Invia" e spaparanzarti in poltrona, fai un respiro profondo e domandati: «Sono davvero sicuro di aver centrato l'obiettivo della comunicazione? Lo stile è coerente al mio pubblico? Non è che 'sto gioco di parole lo capisco solo io? E poi, ho forse commesso qualche scivolone grammaticale di cui non mi rendo conto?».

L'unica risposta possibile?

«Non lo so!»

Sia chiaro, non è un problema che affligge soltanto te. Non sei una "capra" – e nulla da togliere alle capre. Il fatto è che l'autore è il peggior lettore di sé stesso; non riesce, e non riuscirà mai, a mettere a fuoco il nocciolo del discorso con la giusta oggettività. Un po' perché è pur sempre innamorato della sua prosa – la scrittura è una forma espressiva spesso auto-celebrativa, posso assicurartelo – e un po' perché la lingua italiana è piena zeppa di trabocchetti che manco il tempio maledetto di Indiana Jones! Ovunque ti giri, c'è sempre un dubbio amletico di natura sintattica o grammaticale che salta fuori all'ultimo.

Di conseguenza, l'editor di cui sopra ti presta due occhi in più per uscire dall'impasse, possibilmente sano e salvo con la tua azienda. Gli "acchiappa-errori" del team di Rosso China hanno una vista d'aquilotto; perseguono la chiarezza del tuo testo al fine di far brillare il messaggio che vuoi trasmettere, si focalizzano sulla correttezza sintattica e grammaticale per evitare "orrori" di battitura, optano per la via della leggibilità evitando i "muri di testo" che terrorizzano i tuoi lettori e, infine, fanno pulizia eliminando il superfluo e lasciando nel tuo documento soltanto le parole necessarie a veicolare il contenuto chiave. Less is more.

E la revisione di un testo? Quest'ultima si concentra sulle sviste e sugli errori grammaticali presenti nello scritto, senza stravolgerne il significato; il professionista che, matita rossa alla mano, interviene sull'articolo, sulla presentazione o sul report della tua azienda non verifica la coerenza o la giustezza delle informazioni in esso contenute, non agisce sullo stile e non analizza i punti deboli della narrazione. Interviene, piuttosto, sulla fluidità e sulla leggibilità del tuo piccolo capolavoro, senza apportare modifiche sostanziali a paragrafi e frasi.

La revisione è la cintura di sicurezza; l'editing corrisponde alla manutenzione del veicolo nella sua interezza; con la prima riesci a tamponare i danni in caso di incidente, con il secondo fai in modo che la macchina non ti lasci in panne sulla A-14. Pronto a mettere in moto?


Quindi, che devo fare?

Semplice, affidarti a un professionista che mangi pane e grammatica a colazione! Per giunta, un bravo editor è colui che, nel corso della sua lunga, lunghissima esperienza, ha sviluppato una mente svelta, un occhio attento e una naturale predisposizione al mettere in dubbio tutte le singole affermazioni contenute nel tuo manoscritto aziendale. Scandagliare il testo parola per parola è un lavoro archeologico che richiede preparazione, pazienza e un'innata tendenza a porsi domande.

«Sarà davvero così?»

«E se scrivessimo…?»

«Non è forse meglio…?»

Per giunta, noi di Rosso China siamo i San Tommaso per antonomasia. Prima di consegnarti il lavoro finale, facciamo in modo che il servizio di revisione venga svolto da due professionisti diversi, in due diversi momenti, così da essere sicuri al 100% di avere eliminato tutti, ma proprio tutti i refusi presenti nella bozza. Le modifiche saranno inoltre visualizzabili dal cliente, il quale potrà accettare o rifiutare le nostre proposte.

Un'ultima cosa: la semplificazione del linguaggio consente di rendere i tuoi messaggi chiari, accessibili e facilmente decifrabili. Il risultato non si riflette soltanto sull'articolo, sullo slogan o sul report che intendi revisionare, ma anche sulla brand identity complessiva del tuo marchio. Debellati tecnicismi e burocratismi, l'azienda è libera di presentarsi al proprio pubblico con un linguaggio umano – come umani sono gli interlocutori commerciali ai quali si rivolge.

Non sai da dov'è dove cominciare? Devi fare solo un passo (contattarci, se non l'avessi ancora capito) e al resto pensiamo noi.

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Lunedì, 24 Gennaio 2022

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