3 trend stilistici da evitare per una comunicazione magnetica​

Lo so, gli articoli riguardanti la comunicazione aziendale non sono di tendenza. In genere, mettono ansia e fanno sentire inadeguati: (tanti) inglesismi, (troppe) regole e un (superfluo) elenco di esempi perfetti desunti da qualche case-study di "quel famoso CEO d’oltreoceano". È come avere un so-tutto-io alle spalle che ti sibila nelle orecchie: «Amico mio, se non ti adegui al mercato nessuno saprà mai che esisti. La Preistoria è finita da un pezzo!».
In ogni caso, se la rivoluzione digitale ti ha messo alle strette e ti ha costretto ad abbandonare Sirio, il telefono Telecom che ti ha tenuto compagnia ventuno anni (ho controllato su Wikipedia, sono proprio ventuno), ho comunque una buona notizia per te: c’è sempre più di un modo per scrivere un testo "efficace".
La scrittura è un’attività tutt’altro che meccanica. Esistono decine e decine di soluzioni al tuo problema, ognuna della quali può essere sottoposta a infiniti miglioramenti.
Oppure semplificata.
In questo articolo, inauguriamo il blog di Rosso China con un atto rivoluzionario. Ti suggeriamo di stare alla larga da qualche trend stilistico (forse) controproducente e ti sveliamo il segreto super-segreto, il mistero della fede 2.0, il Sacro Graal della comunicazione persuasiva – sì, ma non barare: devi prima leggere tutto il testo.

A proposito di trend comunicativi

Se ti stai chiedendo «Ma ‘sti trend che sarebbero? ‘Na sorta di Milano Fashion Week degli scrittori?» è forse il caso di fare chiarezza.
Le tendenze comunicative possono essere definite in due modi: l’insieme delle spifferate sulle possibili novità dell’anno successivo e l’ossessione generale per qualcosa (solitamente un’applicazione per smartphone che raggiunge il picco della celebrità). In generale, il trend è il modo più popolare per trasmettere un messaggio.
Ho detto il più popolare, non il migliore.
Se ci voltiamo indietro per dare un’occhiata al 2019-2020, prima è stato il turno dei podcast, poi di TikTok e, infine, dei Reels su Instagram. Al giorno d’oggi, Facebook è demodé e Clubhouse si è dileguato dall’orizzonte comunicativo a tempo di record.
Eppure, per cogliere le opportunità di internet è necessario pur sempre cominciare da qualche parte. Allora o diventi il trend-setter che si distingue sul mercato con la sua originalità, oppure ti trasformi in un tred-hunter (il cacciatore di trend) che cavalca la genialata del competitor come un surfista australiano con le infradito.
In ogni caso, mettiti bene in testa che i consumatori si stancheranno facilmente e cercheranno altro. Poi altro. Infine, altro ancora. Il nuovo diventa vecchio (proprio come Sirio, il telefono fisso della Telecom).
Quindi che fare?
Per dirlo come Shakespeare: seguire o non seguire? Questo è il dilemma (aziendale). Perché se è vero che le tendenze non vanno accolte per forza, è anche vero che alcuni trend possono esprimere la natura più autentica del tuo brand.
Di conseguenza, prima di fare tap su "Pubblica" e deliziare gli utenti di TikTok con un balletto sulla hit dell’estate, fermati un secondo a riflettere: questa comunicazione mi appartiene? O sono io a forzare le cose per appartenere alla comunicazione?

Sì, scusa ma che fine hanno fatto i trend stilistici?

I trend stilistici seguono lo stesso iter delle tendenze comunicative con la sola differenza che riguardano l’universo della scrittura. Come si scrive un testo accattivante e che, allo stesso tempo, è anche coerente al gusto del grande pubblico?
Noi di Rosso China ci serviamo delle parole quotidianamente, ma non per questo abbiamo la bacchetta magica per produrre un articolo in pochi minuti o scrivere slogan tra una pausa caffè e una suonata di clacson nell’ora di punta. Il processo creativo di un copywriter è scandito da domandoni a ogni riga: «Ma funziona? Ma suona bene? Che cavolo sto scrivendo? Non è che ‘sto gioco di parole lo capisco solo io?».
L’unica variante è quel senso di adrenalinica testardaggine che spinge il copywriter a tentare e a ritentare. E ancora a ri-ritentare. Alla fine – voilà! Improvvisamente, nella mente confusa dello scrittore appare un’immagine, un’idea, un’intuizione da cogliere al volo. E allora il copywriter sa bene che deve correre più veloce della sua ispirazione improvvisa, altrimenti rischia di perderla per sempre – purtroppo capita, oh sì se capita!
Dopo aver digitato forsennatamente sul foglio bianco di Word, si passa alla fase di revisione e alla resa dei conti con il cliente-azienda. Il testo prodotto incontra le esigenze del target? È il caso di aggiungere o di eliminare qualcosa?
È in questa fase che entrano in gioco i trend!

Le tendenze di scrittura da usare con cautela
Ti ho spiegato che cos’è un trend, qual è il suo ruolo nella comunicazione aziendale e perché dovresti usarlo cautamente affinché non sia lui a usare te. Ora segnati questi consigli di stile che potrebbero salvare la tua comunicazione e renderla una calamita per il pubblico:
•    Occhio alle emoji! I post e i messaggi social corredati dalle "faccine" sono solitamente i più apprezzati dai millenials, ma rischiano di mandare fuori strada i target vecchia scuola. Per dire, mia madre non sarebbe in grado di capire il significato dell’emoji aliena o del fantasmino che fa la linguaccia. Non lasciarti prendere la mano e cerca di usare gli smiles soltanto se aggiungono valore al messaggio dei tuoi testi.

•    Another brick in the wall!
I muri di testo fanno rimbalzare all’indietro gli utenti – un po’ come un gatto che cade in acqua. Quello che molti blogger credono sia un modo per dare spessore all’articolo incide in negativo sulla leggibilità. Le sequenze fitte fitte di parole non suddivise in paragrafi impediscono di distinguere le informazioni primarie da quelle secondarie. Non devi essere per forza sintetico, quanto piuttosto organizzato!

•    Il tono di voce è importante! Lo so, nel bel mezzo di una pandemia si tende a essere un tantino stressati. È forse questo il motivo per cui molte aziende hanno deciso di rivolgersi ai propri consumatori con un tone of voice da buontemponi, ricco di slang, meme e inglesismi vari. Devi fare lo stesso anche tu? Dipende! Nell’80% dei casi è sufficiente affidarsi a un bravo copywriter per risolvere il problema e lavarsene le mani. Nel 20% dei casi, se vuoi fare di testa tua, prendi spunto dalla strategia di un brand rivale (e che ha un pubblico simile al tuo). Bro’, io ti ho avvertito. Daje tutta!

E il copywriter?

Sì, lo so! Ti ho promesso un segreto super-segreto per migliorare la tua comunicazione aziendale.
Happy ending: prendi le cose con ironia e leggerezza.
Scrivere un testo non è poi così diverso dal cucinare una carbonara o andare in bicicletta. Migliorerai con la pratica, provandoci volta per volta. D’altro canto, se stai leggendo questo articolo all’ora di pranzo, hai fame e nessuna voglia di mangiare il sandwich avvolto nella carta stagnola, ordina una lasagna a domicilio. Allo stesso modo, se non hai né tempo né voglia di scrivere i tuoi articoli e hai già l’emicrania al solo pensiero di accendere il computer, mandaci un messaggio e ci pensiamo noi. Saremo i tuoi rider delle parole!

#copywriter #testiefficaci #trendstilistici

Scritto da Greta

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