Martedì, 08 Marzo 2016 12:40

Scrivere (e soprattutto pubblicare) è davvero per tutti?

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Noi siamo dell'idea che scrivere sia per tutti. Ma che non lo sia, invece, pubblicare. Ci sono già fin troppi libri in commercio (molti più libri che lettori), perciò crediamo fermamente che solo i libri meritevoli debbano avere accesso agli scaffali delle librerie. Siamo sommersi da titoli, da romanzi socialmente inutili. Per non parlare poi dello spreco di carta, soldi, tempo: tutte cose che vanno a influire negativamente nella filiera della carta stampata e non solo. Purtroppo però l'editoria a pagamento ha completamente ribaltato la situazione, dando ad autori e autrici la possibilità di pubblicare anche i testi più beceri. Un nostro editor si sfoga così.

Mi viene voglia di sparlare di un romanzo che sto revisionando per conto di una ben nota casa editrice. Mi viene voglia di vomitare tutto, di arrabbiarmi. All'Autrice di questo, chiamiamolo così, romanzo, mi verrebbe di farle qualche domanda.

Perché scegliere una protagonista così banale e piena di cliché?
E perché questa povera sfigata, arrivati a pag. 33, è già stata violentata tre volte (da tre persone diverse) e non ha ancora denunciato nessuno (anzi, appena appena leggermente adirata, ha deciso di togliere a questi l'amicizia su Facebook, tié)? Voleva forse imitare la ben più famosa e apprezzata Justine del divin marchese, che a ogni passo incontra un furfante?
Perché questa Autrice ha pensato bene di utilizzare parole che nel dizionario italiano non esistono, ma che probabilmente nel suo dialetto del Sud sono molto note e famose (e nel resto d'Italia tutti diranno Eh? Che ha detto?)?
Perché ha inserito così tanti luoghi comuni e detti popolari da sembrare quasi una brutta copia del calendario di Frate Indovino?
Perché, la suddetta sfigata protagonista, se per 29 pagine è stata innamorata di un tal de tali e per lui stravedeva, dice di smettere di amarlo un certo specifico giorno, quando in discoteca vede un tipo fichissimo che la guarda, e di cui anche la sua amica mostra un certo apprezzamento dicendo "È proprio bono!!!"?
E perché, sempre la stessa sfigata e piena di cliché protagonista, appena inizia a ballare con questo tipo, subito "capisce che è l'uomo della sua vita. Finalmente anche per lei un po' di felicità"?

Insomma, vorrei arrabbiarmi con queste Autrici che pagano fior fior di soldi per essere pubblicate, quando il contenuto del loro romanzo è davvero così sterile e inutile al mondo.
Vorrei un po' sputtanarle (loro e il loro editore, ipocrita senza scrupoli, altro che cultura, etica e morale) e chiedere loro come mai hanno pensato che scrivere fosse così una buona idea.

NON È STATA UNA BUONA IDEA.

Ma poi penso che sia poco professionale, che io sono qui per lavorare, che tutti hanno il diritto di scrivere e di pubblicare (ma davvero è così?). E allora mi mordo la lingua, e voi fate finta che io non abbia detto niente (ma non comprate quel libro, mi raccomando).

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